Il Mosaico

origine ed evoluzione del termine

Cos’è il mosaico?

Il mosaico è una tecnica decorativa attraverso la quale un’immagine viene riprodotta accostando frammenti, dette tessere, di diversi materiali.

L’origine del termine non è certa, c’è chi lo fa derivare dal greco “mosaikon” che significa “opera paziente degna delle Muse”, per altri è da ricollegare al latino “opus musivum” ossia “opera delle Muse”, ma non si può escludere nemmeno la provenienza dall’arabo“muzauwaq” che significa “decorazione”.

L’evoluzione della tecnica non è stata costante. Il mosaico, nel senso più stretto del termine, nasce in seno alla civiltà greca con uno scopo per lo più funzionale (ci sono testimonianze anteriori, per questo vedi la sezione Mosaico Antico). Dovendo rispettare i principi della funzionalità, il mosaico, era eseguito  da un punto di vista iconografico in modo elementare con semplici motivi geometrici bicolori. La massima espressione di quest’arte la si ha con l’avvento della cristianità, è da questo momento che il mosaico assume il significato di arte indipendente e si producono i grandi capolavori, grazie anche all’utilizzo della pasta vitrea. Inoltre l’apparato musivo inizia ad espandersi a tutta l’architettura rivestendola completamente.

Come avviene in tutti gli ambiti, a ogni momento di massima diffusione corrisponde una contrazione del fenomeno. Così dopo gli interventi ad opera dei re normanni presenti in Sicilia nel XII secolo (Cappella Palatina di Palermo, cattedrali di Cefalù e Monreale) e la facciata del duomo di Orvieto del 1365 (l’unico mosaico superstite si trova al Victoria&Albert Museum di Londra), non ci sono più grandi cantieri musivi.

Con questo non si vuole dire che l’arte del mosaico viene dimenticata, semplicemente questa forma artistica non era più sostenibile. Dal punto di vista economico era, ed è, costosa. L’elevato costo è dovuto ai materiali (marmi, pietre, smalti e vetri colorati, ma anche terracotta, madreperla e tessere con inserti di foglia d’oro o argento) ma un’importante capitolo di spesa era la manodopera per l’esecuzione. Per contro l’affresco, così ampiamente diffuso nel Medioevo, era maggiormente idoneo a decorare le grandi superfici dei nuovi edifici religiosi, che andavano estendendo sempre più le loro dimensioni. Inoltre, a pari superficie, l’affresco necessitava di minore materiale e i pigmenti, per quanto pregiati, avevano un costo più sostenibile.

Certo il mosaico aveva una maggiore capacità di preservazione nel tempo, ma anche i gusti estetici cambiano.

Ogni secolo, da un punto di vista artistico, è dominato da un’arte guida che con la sua innovazione influenza anche le altre altre arti. Il mosaico alla fine del XII secolo perde la sua centralità, che non riuscirà mai a riacquistare. Certo conosce dei momenti di risveglio d’interesse, ad esempio nel Rinascimento è visto come mezzo di dimostrazione virtuosistica con la traduzione in mosaico di opere “famose” con l’intento di eternare l’opera, ed azzerare la deperibilità dei materiali utilizzati in pittura.

Tra la fine del Settecento e l’inizio del secolo successivo si vengono a costituire scuole, istituti, laboratori per riscoprire la tecnica musiva. L’Ottocento è un secolo fecondo dal punto di vista intellettuale e produttivo, nasce l’industria e con essa la spinta a nuove ricerche che portano ad un avanzamento tecnologico anche nel settore artistico in generale.

L’unica eccezione, almeno in Italia, sembra essere Venezia e la Basilica di San Marco che con la sua vastissima decorazione musiva si presenta come un vero e proprio “archivio del mosaico” medievale e rinascimentale, ma anche un laboratorio permanente di studio per la sua manutenzione.

L’ultima espressione artistica di rilievo del mosaico avviene con gli artisti afferenti allo stile Liberty, tutto ciò che segue è il contemporaneo.