Materiali

evoluzione del mosaico

Scultura, Mosaico, Pittura

Il Mosaico tra le grandi arti

Alla nascita la tecnica del mosaico può essere considerata una delle arti più semplici in termini di reperibilità dei materiali, infatti la materia prima con cui viene realizzato si trova in natura. Dal punto di vista della lavorazione del materiale possiamo collocare il mosaico tra la scultura e la pittura. Lo sculture lavora un blocco di pietra di grandi dimensioni, il mosaicista procede alla sua riduzione in tessere, mentre il pittore per poterne produrre dei pigmenti lo polverizza.

Gli stessi frammenti che lo scultore ottiene sbozzando il blocco possono essere utilizzati come tessere utili per la realizzazione del mosaico. Alcuni pezzi di scarto della lavorazione del marmo possono richiedere un’ulteriore squadratura nel caso il mosaicista lo ritenga necessario.

Materiali musivi antichi

I materiali lapidei

Immaginiamo di camminare su di una grande distesa di sassi e di impegnarci a distribuirli con un senso logico. Il mosaico viene realizzato con lo stesso concetto. I materiali sono sassi, pietre e marmi che ridotti in cubetti della dimensione ritenuta idonea costituiscono le tessere per la realizzazione del mosaico.
I più antichi mosaici che conosciamo, risalenti alla nascita delle prime civiltà della storia, sono costituiti prevalentemente da materiali lapidei quindi la gamma cromatica risulta essere ampia ma non illimitata, ossia entro i limiti offerti dalla natura.

Materiali musivi antichi

La pasta vitrea

Soltanto con la scoperta della lavorazione di determinati componenti si arriva alle creazione del vetro e da qui alla creazione di tessere per la decorazione dei mosaici. Si tratta della pasta vitrea, ossia semplici pezzi di vetro colorato che venne introdotto già nel IV secolo a.C. in ambito mesopotamico, ma fu a partire dal I secolo a. C., a Roma, che si diffuse l’utilizzo. L’impiego fu favorito dalla maggiore gamma cromatica che questo materiale offriva, inoltre la sua maggiore leggerezza rispetto alle pietre permise di decorare anche le volte. Il massimo impiego avviene in epoca bizantina, con anche la comparsa degli smalti, che grazie alla diversa composizione si ottengono colori dai toni più accesi e vivaci. A questo periodo bisogna anche far risalire l’ampio utilizzo degli tessere con foglia d’oro e d’argento.

Materiali musivi contemporanei

Frammenti? Sì, di ogni tipo

Successivamente il mosaico subì una lunga battuta d’arresto fino alla ripresa che avvenne in un periodo recente. Il mosaico conosce una nuova vita, il concetto stesso di mosaico cambia. Non si tratta più dell’accostamento secondo determinate logiche di materiali naturali e vetrosi, oggi è considerato mosaico ogni associazione più o meno logica, più o meno regolare dei materiali più svariati dalle forme modulari allo scopo di creare immagini e raffigurazioni.

Questa degenerazione artistica è argomento di discussione, soprattutto quando la creazione artistica cerca di modularsi verso nuove forme di business.

E’ quindi difficile parlare di un vero e proprio materiale utilizzato per la realizzazione di opere contemporanee in mosaico perché l’utilizzo dei materiali più svariati ha preso il sopravvento.

Dopotutto il concetto primitivo di mosaico costituisce una delle forme d’arte che, per quanto riguarda i materiali, è rimasta immutate nel tempo.

Tuttavia non si è perso l’uso di materiali lapidei di origine naturale e l’applicazione delle tessere in pasta vitrea, soprattutto in ambito di riproduzione dei mosaici antiche e per il loro restauro. Ma bisogna anche affermare che grazie all’innovazione dell’industria chimica si è giunti alla creazione sintetica dei materiali naturali. Quest’ultimi però faticano ad essere messi da parte per molteplici ragioni, soprattutto quando la reperibilità non è difficoltosa e il costo accessibile.

Il mosaico resta in ogni caso la tecnica prescelta qualora si intenda decorare un pavimento o una superficie esterna fortemente esposta agli agenti atmosferici naturali.