Il Mosaico antico

Dalla mesopotamia al medioevo

Come si è evoluto il mosaico?

Un percorso dal semplice Opus Tessellatum fino ai pregiati mosaici Bizantini.

Le origini

Il mosaico nasce all’interno delle prime civiltà,  era semplice e serviva ad abbellire gli edifici di culto o di prestigio. I primi esempi si trovano in Mesopotamia intorno al 3.000 a.C., si tratta di mosaici con tessere coniche in terracotta, successivamente dipinte di rosso o nero, che abbellivano pavimenti e colonne, un esempio sono le colonne di Uruk. Questa tecnica viene inseguito ripresa in epoca romana con l’Opus Reticulatum, modificando la forma delle tessere da coniche a tronchi di piramide. Un’altro esempio di mosaico risalente al III millennio a.C. è lo Stendardo di Ur, dove le maestranze utilizzarono una tecnica assimilabile all’intarsio, si tratta di un’opera dalla fattura pregiata anche per i materiali utilizzati, marmi, lapislazzuli, conchiglie e calcare rosso.

Colonne di Uruk

Grecia

In Grecia nel V-IV secolo a.C vediamo la diffusione di mosaici pavimentali composti da sassolini e pietra lasciati allo stato naturale, nati più con funzioni pratiche che estetiche, per rendere impermeabile e resistente all’usura il pavimento in terra battuta (Opus Tessellatum). Nell’epoca Ellenistica la tecnica dei ciottoli raggiunge l’apice, ne sono un esempio i mosaici di Pella, capitale del’impero di Alessandro Magno, si inizia ad utilizzare tessere marmoree.

Mosaico di Pella

Roma

Nell’Antica Roma il mosaico viene introdotto dai contatti con la Grecia e non conoscendo ancora la tecnica le maestranze erano di provenienza ellenica. Successivamente il mosaico romano diventerà indipendente e si diffonderà in tutto l’Impero, preferendo temi figurativi stereotipati, soprattutto motivi geometrici e vegetali. Nell’età Repubblicana il mosaico era considerato un bene di lusso, quindi non alla portata di tutti, e si trovava solo nelle domus e ville, conobbe da principio una lenta diffusione.

In età Imperiale il mosaico viene utilizzato anche per la decorazione delle abitazioni meno prestigiose, questo però comporta a un impoverimento della qualità artistica e della varietà iconografica. Si predilige il bicromo, nero e bianco, combinando la semplicità ed economicità dei materiali con il riuso e accostamento dei cartoni diversi. Si arriva così al I secolo d.C. quando il mosaico, raggiunto l’apice della diffusione, dimostra la progressiva perdita dell’inventiva artistica e della scarsa cura, con soggetti comuni e poco curati, realizzati con tessere grezze.  Nonostante il lento degrado dell’are musiva popolare, si hanno negli edifici di lusso degli esempi di mosaici policromi, realizzati con l’utilizzo di una vasta gamma di pietre e l’introduzione delle tessere in pasta vitrea (Opus Vermiculatum). L’esempio più significativo è Piazza Armerina in Sicilia.

Mosaico bicromo

Ravenna

Nel II secolo l’Impero vive un periodo di crisi economica, politica e culturale, che segnò la fine dell’età classica. Questo cambiamento si rifletté anche nel mondo dell’arte, con la rottura con la tradizione. Si nota un orientamento verso temi più semplici, con forme più essenziali e un uso ridotto del colore. Le composizioni tornano ad essere in bianco e nero tipiche di questo periodo dovuto soprattutto al risparmiare sui materiali. Esempio: Domus dei Tappeti a Ravenna.

Domus dei tappeti, Ravenna

Bisanzio

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente il mosaico entra nel suo periodo più fulgido. Dal VI secolo i favolosi mosaici bizantini arrivarono anche in Italia. I mosaici ornano le pareti delle basiliche delle due città imperiali, Ravenna e Costantinopoli, sono principalmente composti in tessere vetrose (smalti) e oro zecchino.

L’arte bizantina si distingue per le sue figure ferme, immobili, esse non hanno il senso del movimento, e non hanno un vero e proprio appoggio per i piedi, tanto che i personaggi sembrano galleggiare sullo sfondo dorato, che simboleggia la luce di Dio. Le composizioni hanno uno scopo didattico, avvicinano l’uomo al culto, quindi  raccontano scene del l’Antico e del Nuovo Testamento e la vita dei Santi. Esempi di quest’arte si trovano a Ravenna, Aquileia, Venezia, Monreale e Istanbul.

San Vitale, Ravenna

Nel Medioevo l’arte musiva entra in crisi e per motivi economici viene sostituito dagli affreschi. Qui termina il mosaico di tradizione antica, successivamente verrà ripreso ma subisce una serie di innovazioni che lo discostano dal mosaico antico.