Spilimbergo

C’è chi il mosaico lo fa per passione, chi come terapia rilassante e chi per professione.

Chi appartiene all’ultima categoria ha varie possibilità dove imparare il mestiere e sicuramente tra le più valide e note a livello mondiale è la Scuola Mosaicisti del Friuli a Spilimbergo.

Durante il nostro percorso di conoscenza e padronanza del mosaico siamo stati in visita a questa scuola, che si presenta come possibile proseguo per un eventuale interesse a far diventare il mosaico, che per noi ora è solo una passione, un possibile lavoro.

La cittadina di Spilimbergo si trova in una posizione strategica vicina sia ad Aquileia, importante centro romano e oggi universalmente nota per i suoi mosaici, sia a Venezia, testimone della tradizione musiva bizantina perpetuata nel corso dei secoli.

Appartenente alla pedemontana friulana fornì anch’essa, fin dal Cinquecento, valida manodopera specializzata nell’esecuzione di mosaici e pavimenti a terrazzo alla veneziana, prima per la Serenissima e poi a tutto il mondo.

Per questo quando nel 1922 a Lodovico Zanni, delegato in Friuli della Società Umanitaria di Milano (ente filantropico fondato nel 1893 e tutt’oggi attivo con lo scopo di aiutare i più disagiati nel riscatto sociale tramite l’istruzione, la formazione e l’inserimento lavorativo), si presentò l’occasione di poter investire in un progetto d’istruzione professionalizzante in Friuli cercò di creare qualcosa di “utile” al territorio. Trovò in Ezio Cantarutti, l’allora sindaco di Spilimbergo, un valido alleato e insieme fondarono la Scuola Mosaicisti del Friuli. Un’istituzione che doveva fornire tutti gli elementi e strumenti necessari alla formazione di un maestro mosaicista, formalizzando quindi il percorso che prima si doveva compiere in bottega.

La scuola, fin da principio, si pose tre linee guida da seguire: didattica, produzione e promozione.

Didattica

Dalla sua istituzione a oggi poco è cambiato per quanto riguarda la programmazione scolastica. Il ciclo di studi è strutturato in tre anni con un eventuale quarto di perfezionamento per i più meritevoli, a conclusione di ogni anno scolastico è prevista la realizzazione di un saggio personale che diventa via via sempre più elaborato. Tutto l’insegnamento è incentrato sulla formazione dell’artista-artigiano che oltre a saper eseguire ottimamente un mosaico deve anche avere le capacità di progettazione e quindi di saper gestire tutto il processo esecutivo: dalla creazione ed elaborazione dell’idea con un bozzetto, alla scelta dei materiali, passando alla formulazione di un preventivo tenendo conto dei tempi di esecuzione e dei costi, fino alla realizzazione e installazione.

La formazione prevede l’utilizzo dei classici materiali musivi: pietre naturali, smalti e paste vitree, ma la creatività degli studenti non viene frenata e sono liberi di utilizzare, nelle loro creazioni originali, qualsiasi tipo di materiale (tappi di bottiglia, pezzi di giocattoli, sughero, plastica, lattine, fogli di carta, elementi di legno, …).

Nel percorso scolastico si applicano entrambi i metodi, quello diretto, soprattutto nel primo anno quando si studiano la tradizione romana e bizantina, sia la tecnica dell’indiretto che permette un lavoro più “rapido” e di maggiori dimensioni.

Produzione

La scuola si pone anche come luogo di produzione, di fatti numerose sono le richieste di lavori che arrivano da ogni parte del mondo. Queste sono delle utili occasioni per preparare gli aspiranti maestri mosaicisti al mondo del lavoro, che si trovano di fronte all’applicazione reale di quanto imparato e di dover far fronte alle esigenze della committenza.

Tra le varie realizzazioni sono da ricordare il ciclo musivo del Foro Italico a Roma eseguite negli anni Trenta; i mosaici delle Centrali Idroelettriche di Friuli e Veneto negli anni Cinquanta; le realizzazioni per la chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme degli anni Novanta; fino agli interventi più recenti come la Saetta iridescente a Ground Zero a New York, 2004; Cielo e laguna a Graz in Austria, 2010; Polittico di San Lorenzo a L’Aquila in Abruzzo, 2010; Sacra Famiglia a Pordenone, 2013.

Promozione

Attraverso la partecipazione a concorsi e bandi la scuola avvicina gli studenti al mondo del lavoro, li accompagna alla scoperta della propria inclinazione. La presenza a rassegne internazionali permette di far apprezzare, anche al di fuori degli addetti al lavoro, l’arte musiva dimostrando come una tecnica proveniente dal passato sappia costantemente rinnovarsi e adattarsi al contemporaneo puntando all’arredo urbano, al design e all’architettura togliendo ogni elemento dall’anonimato trasformandolo un’opera d’arte.

Sempre al fine di promuovere la cultura del mosaico, la scuola si pone come museo visitabile e aperto al pubblico. In quasi cent’anni di attività dell’istituto i suoi studenti e insegnanti si sono adoperati per la realizzazione dei pavimenti con la tecnica del terrazzo alla veneziana (laboratorio previsto nel percorso didattico), la decorazione delle pareti e soffitti degli ambienti di rappresentanza tramite mosaici, mentre nei corridoi sono appese opere di varie dimensioni collegati a progetti seguiti ed eseguiti dalle classi.

 

Sicuramente visitare la scuola è un’occasione da non perdere, almeno per poter conoscere più da vicino questa realtà non ancora così diffusa, per capire cosa sia stato il mosaico, cosa sia diventato e come viene interpretato oggi dai giovani apprendisti mosaicisti. Per osservare da vicino il lavoro, rimanere affascinati dai colori e dalla meticolosità delle realizzazioni e perché no, far godere gli occhi di cotanta bellezza!